Gotta, indicazioni dietetiche per curarla

  • Autore: Dottoressa Rosanna Provenzano
  • 06 nov, 2017
La gotta è una malattia infiammatoria delle articolazioni causata dal deposito dell’acido urico. Norme dietetiche e comportamentali. La gotta è una malattia infiammatoria delle articolazioni. Ogni anno colpisce circa l’1-2% della popolazione. Il suo quadro clinico è dominato dal rossore, dolore e gonfiore delle articolazioni interessate. Se gquesti attacchi non vengono sottovalutati e quindi curati, si […] L'articolo Gotta, indicazioni dietetiche per curarla sembra essere il primo su Benessere Italia 360.

La gotta è una malattia infiammatoria delle articolazioni causata dal deposito dell’acido urico. Norme dietetiche e comportamentali.

La gotta è una  malattia infiammatoria delle articolazioni.
Ogni anno colpisce circa l’1-2% della popolazione. Il suo quadro clinico è dominato dal rossore, dolore e gonfiore delle articolazioni interessate. Se gquesti attacchi non vengono sottovalutati e quindi curati, si può avere un peggioramento con episodi sempre più frequenti e dolorosi.
Spesso nelle zone colpite si possono trovare dei noduli caratteristici detti “ tofi”.
Tofi gottosi
L’articolazione più frequentemente colpita, in oltre la metà dei casi, è quella dell’alluce. A volte le manifestazioni articolari si accompagnano a  calcolosi renale.
La causa della gotta è il deposito dell’acido urico a livello delle articolazioni e del rene, quando un eccesso di questa molecola si forma nell’organismo. Alcune sostanze, le  purine, sono il principale responsabile della formazione in eccesso dell’acido urico. Le purine sono contenute negli alimenti di origine animale. Per cui le cause di gotta sono da ricercarsi in uno stile di vita errato, nell’assunzione di farmaci e talvolta in cause non individuabili.
Grazie alla cura farmacologica specifica ed al miglioramento dello stile di vita, si possono diminuire gli attacchi. Ovviamente il paziente avrà un netto miglioramento dello stile di vita.

Gotta primaria e gotta secondaria

Esistono due tipi di gotta: primaria e secondaria.
La gotta viene definita primaria quando è dovuta alla ridotta escrezione renale dell’ acido urico o all’esagerata produzione di questo.
Invece si parla di gotta secondaria quando si associa ad altre patologie. Ad esempio  leucemia o malattie mielo-proliferative causano un’aumentata produzione di acido urico.
  • Dolore intenso ad esordio improvviso.
  • Presenza di rossore, gonfiore e calore nell’articolazione interessata.
  • Maggiore sensibilità nella zona colpita.
Raramente appaiono febbre e stanchezza.
La prima articolazione che solitamente viene interessata è quella dell’alluce. Poi possono essere interessate altre zone.
  • Collo del piede.
  • Caviglie e talloni.
  • Ginocchia.
  • Polsi e dita delle mani.
  • Gomiti.

Fattori di rischio

I fattori di rischio legati alla gotta sono svariati.
  • Familiarità.
  • Sesso. Gli uomini corrono un rischio leggermente superiore rispetto alle donne.
  • Età. Gli adulti sono più colpiti.
  • Sovrappeso.
  • Ipertensione.
  • Ipotiroidismo.
  • Alcuni farmaci quali diuretici, salicilati (aspirina), ciclosporina (immunosoppressore).

Come curarla

Oltre una dieta adeguata, il movimento e la terapia farmacologica sono importanti per la risoluzione delle manifestazioni cliniche di gotta.
Le  norme dietetiche e comportamentali anche se non correggono direttamente l’iperuricemia e quindi la gotta, modificano però le alterazioni metaboliche o i disordini ad essa associati.
Spesso infatti la gotta si accompagna ad obesità, diabete, ipertensione ed ipercolesterolemia. In questi casi la dieta deve essere finalizzata al trattamento di tutte queste patologie. Ovviamente restano fondamentali le indicazioni dietetiche che mirano più specificamente alla riduzione dei livelli di acido urico.

Alimenti permessi ed alimenti vietati

Dobbiamo quindi distinguere gli alimenti a seconda del quantitativo di purine che contengono.
  • Alimenti a basso contenuto di purine. Latte, formaggi, uova, verdure ed ortaggi (tranne alcuni che invece ne hanno un contenuto maggiore), frutta, pasta ed altri cereali. Invece il germe di grano e la farina di frumento hanno un contenuto di purine più elevato.
    Questi alimenti possono essere consumati senza alcuna limitazione.
  • Alimenti a contenuto intermedio di purine. Carni, pollame, pesce, salumi ed insaccati in genere, piselli, fagioli, lenticchie, asparagi, spinaci, cavolfiori, funghi. Di questi alimenti si deve limitare la frequenza ed il quantitativo.
  • Alimenti ad alto contenuto di purine. Acciughe, aringhe, crostacei, sardine, animelle, fegato, rognone, cervello, oca, selvaggina, cuore, estratto di carne. Questi alimenti devono essere completamente esclusi dall’alimentazione del paziente con gotta.
Questi pazienti hanno anche bisogno di una  buona idratazione per garantire la solubilità degli urati e la loro eliminazione con le urine. Per questo molto spesso si raccomanda di assumere fino a 2-3 litri di acqua.
Oltre all’idratazione serve un’altra misura terapeutica essenziale: l ‘alcalinizzazione delle urine. Questa si ottiene ricorrendo al bicarbonato di sodio o a specifici preparati farmacologici. L’alcalinizzazione serve a far aumentare il pH delle urine evitando così la precipitazione dei cristalli di urato e quindi il loro deposito.
Va inoltre evitato il consumo di alcol poiché può provocare un aumento dei livelli circolanti di acido urico.
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